Parchi di Bruxelles, nel verde del Belgio

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Giardini botanici, Bruxelles © OPT - Ricardo de la Riva

Giardini botanici, Bruxelles © OPT - Ricardo de la Riva

Nel verde disteso dei suoi parchi, Bruxelles si svela e si racconta. È qui tra oasi di colori e profumi intensi che la capitale del Belgio conserva e concede il meglio di sé: arte e natura si fondono in un connubio idilliaco, trionfo di sensi avidi di bellezza.

È ciò che vivo nella zona nord della Città Bassa mentre mi lascio perdere tra il dedalo dei sentieri nei Giardini botanici. Si attorcigliano intorno al Palazzo di Lorrain, cerchio esemplare costruito nel 1797 per gli studenti di botanica.

Vinti i suoi passaggi intricati, raggiungo il grande padiglione: è dentro al vetro sorretto dal ferro pesante che si trova il Centro culturale della comunità francese di Bruxelles. Qui si può continuamente assistere a concerti, opere teatrali e mostre.

Come quella che sembra vivere fuori, nelle decorazioni scultoree intorno alla struttura: sono state commissionate nel 1892 a Meunier e Van Der Stappen. Lavorando insieme a diversi altri artisti hanno creato fontane, lampioni e gruppi scultorei ispirati alle Quattro Stagioni, a motivi animali e vegetali, al Tempo. Perché il tempo dell’arte è sempre.

Ma a rendere i Giardini del Botanique ciò che sono oggi è stato l’architetto René Pechère. Fu lui negli anni ’50 che divise il parco in due zone: la parte alta progettata in stile francese; quella bassa con lo stagno e gli alberi secolari. Muro verde a nascondere il traffico di Avenue Victoria Regina e Boulevard Saint-Lazare.

E proprio a Saint-Lazare scopro Parc de Bruxelles, perla della Città Alta di Bruxelles. Incorniciata in uno dei quartieri storici della capitale – casa dell’aristocrazia e dei reali francesi -, oggi la zona ospita il Quartiere Europeo e il Palais Royal, la residenza ufficiale dei sovrani belgi.

Parc du Cinquantenaire, Bruxelles © OPT Alessandra Petrosino

Il verde del Parco è stato pensato e realizzato secondo i principi dell’architettura classica negli anni ’70 del Settecento, quando ospitava i terreni di caccia dei duchi di Brabante. Gli architetti volevano farne un crocevia per collegare il Palazzo di Giustizia, il Palazzo Reale, il Palazzo della Nazione e la Place du Trône.

Entrando nel suo perimetro da Rue de la Loi, immergo lo sguardo nella grande fontana del 1855. È il primo trionfo d’acqua e d’arte che mi accompagna lungo Parc de Bruxelles dove si ergono sessanta sculture. Tutte si ispirano ispirate alla mitologia greco-romana, e per la maggior parte vengono dal castello di Tervuren.

La prossima tappa del mio giro verde nella capitale belga è Parc Leopold, non lontano da qui. In origine questa distesa era una vecchia tenuta nella valle del Maelbeek. Poi dal 1851 al 1880 è diventato uno zoo.

Dal 1891, invece, ospita il Museo Reale di Storia Naturale: è stato realizzato sulle fondamenta di un vecchio convento. E ancora si può visitare e “ammirare” la collezione di scheletri di iguana risalenti a 250 milioni di anni fa.

Ma al Leopol c’è molto di più: a cominciare dalla biblioteca Solvay del 1902; e poi, cinque centri universitari e gli edifici dell’Unione Europea. Tra loro spicca imponente la cupola del Parlamento europeo.

Poco lontano da qui, raggiungo Parc du Cinquantenaire. Con Palais du Cinquantenaire è una delle opere più importanti volute da re Leopoldo II. Insieme alle altre doveva celebrare i cinquant’anni dell’indipendenza belga nel 1880. Così come il grande arco trionfale, coronato da una scultura bronzea dei Brabante mentre alzano la bandiera nazionale.

Nell’interno di questo parco, l’ultimo del mio verde vagare per Bruxelles, si trovano una serie di costruzioni che trattengono preziosi lasciti e ninnoli motorizzati come il Museo della storia militare belga, l’Autoworld con una fantastica collezione d’auto antiche e moderne e il Museo del Cinquantenario.

Tra le sue pareti ci sono reperti importanti, resti aviti o avuti dalle civiltà di tutto il mondo. Cui si aggiungono esempi d’arte medievale e barocca europea: connubio idilliaco con la natura di fuori, trionfo di sensi avidi di bellezza.

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