Museo Gruuthuse, la Bruges degli antichi mestieri

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Museo Gruuthuse, Bruges © Wolfgang Staudt

Museo Gruuthuse, Bruges © Wolfgang Staudt

L’eleganza gotica del museo Gruuthuse è scrigno prezioso di Bruges. Affacciato sul canale Dijver, il palazzo medievale ospita una delle più belle e importanti collezioni d’arte applicata o decorativa dell’intero Belgio.

Frontoni a gradoni e finestre in pietra del XV secolo disegnano la facciata dell’edificio, sormontata da una splendida torretta. Oltre, c’è racchiuso un mondo che rivela la storia della città fiamminga attraverso i suoi oggetti custoditi nei secoli.

Un labirinto ordinato di 22 sale li accoglie e li mette in mostra su due piani mostrando una vasta collezione di mobili, oggetti d’uso domestico e dei mestieri che furono. Tutto questo, e molto di più, accoglie i visitatori del museo Gruuthuse.

Eppure l’edifico, insieme di edifici accorpati negli anni, fu in origine sede dell’attività commerciale della famiglia Van Brugghe: i suoi membri detenevano il monopolio del gruut, un miscuglio di piante e fiori secchi che si aggiungeva al mosto di frumento e orzo per dare sapore alla birra.

Per estensione, il luogo che li ospitava venne chiamato Gruuthuse (la casa di Gruut). E loro ne presero il nome rinunciando a quello originale. Dopo l’introduzione del luppolo, che rese inutile il composto, la famiglia convertì gli ex depositi in dimore signorili.

Poi, la casata a cui Louis aveva dato lustro facendo da consigliere a tre duchi di Borgogna, divenendo cavaliere del Vello d’Oro e amico di un re inglese, si estinse. Il palazzo venne usato come monte di pietà dalla città che decise di trasformarlo nel museo Gruuthuse.

Oggi è senza dubbio una delle attrattive maggiori di Bruges. Anche grazie alla vicinanza e alla connessione diretta, per via del matroneo in legno scolpito, con la chiesa di Nostra Signora.

La bellezza del museo Gruuthuse riflette quella degli oggetti che custodisce: così i caminetti e i soffitti dalle travi in legno originali fanno da cornice agli arazzi e al mobilio. E anche ai tanti oggetti in metallo prezioso, alle ceramiche, agli strumenti musicali e pure alle armi.

Tra i pezzi più rari della collezione c’è senza dubbio il famoso busto in terracotta di Carlo V, che è stato attribuito a Konrad Meit (1520). Nell’armeria, invece, la ghigliottina del XVIII secolo è l’attrazione principale – soprattutto dei bambini.

Per approfondire:
Wikipedia

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