Manneken-Pis, simbolo di Bruxelles

di
Manneken Pis in Rue de l'Etuve a Bruxelles © Andrea Lessona

Manneken Pis in Rue de l'Etuve a Bruxelles © Andrea Lessona

Incurante del freddo e del pudore, il Manneken-Pis riempie la fontanella davanti a sé all’angolo tra Rue de l’Étuve e Rue du Chêne a Bruxelles. Turisti e viaggiatori si fermano tutti a guardarlo e a fotografarlo, simbolo discolo della capitale belga.

Grazie alla sua faccia di bronzo, come il resto del corpo nudo alto una cinquantina di centimetri, non conosce vergogna: e monello indefesso continua a orinare acqua anche nel freddo dell’inverno.

È lì dal 1618 o dal 1619 quando Hiëronymus Duquesnoy il Vecchio lo disegnò. Il nome di Manneken-Pis gli viene dal bruxellese, il dialetto fiammingo vicino all’olandese: letteralmente significa il ragazzetto che fa pipì.

La statua di Manneken Pis, Bruxelles © Andrea Lessona

La statua di Manneken Pis, Bruxelles © Andrea Lessona

L’origine della statua che lo celebra è avvolta da diverse leggende. Magari nemmeno lui sa la verità. Ma non gli importa. Una, forse la più ardita, racconta di un bambino che avrebbe spento la miccia di una bomba con la quale i nemici volevano dare fuoco alla città.

Un’altra, la più classica, parla di un bimbo perso, ritrovato dal padre, ricco borghese di Bruxelles, mentre orinava. L’ultima dice che nel XII secolo un bambino, figlio di un duca, venne sorpreso a fare pipì contro un albero durante una battaglia. Così il Manneken-Pis è diventato l’immagine del coraggio dei belgi.

In occasioni speciali, il monello viene vestito di abiti particolari per onorare una professione. Il suo guardaroba attuale comprende più di ottocento costumi: la maggior parte si trovano nel museo della città, nella Casa del Re sulla Grand Place.

Il primo abito del Manneken-Pis arrivò nel 1698 da Massimiliano-Emanuele di Baviera, governatore generale dei Paesi Bassi spagnoli. Nel 1747 Luigi XV re di Francia gli diede un vestito per calmare gli abitanti di Bruxelles, andati su tutte le furie dopo il ratto della statua da parte dei soldati francesi.

Il ragazzetto viene costretto alla vestizione solo 36 volte all’anno, in date prefissate. Anche se a lui, spirito libero e corpo nudo, sembrano già troppe. Una è il 21 aprile quando indossa il costume di Spirou, il settimanale a fumetti franco-belga, fondato nel 1938 dall’autore Charles Dupuis.

Poi sei giorni più tardi, il 27, quelli di Nelson Mandela. A luglio, invece, quando parte il Tour de France, il Manneken-Pis si veste di maglia gialla – il simbolo del leader della corsa francese che qualche volta passa anche in Belgio.

Ma è quando è se stesso, nudo come mano umana l’ha fatto, che il monello si sente meglio: caldo o freddo non importa. L’importante è continuare a distillare acqua nella fontanella davanti, incurante di turisti e viaggiatori.

Per approfondire:
Wikipedia

I commenti all'articolo "Manneken-Pis, simbolo di Bruxelles"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...