Collegiata di San Bartolomeo, il romanico di Liegi

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Collegiata di San Bartolomeo, Liegi © Andrea Lessona

Collegiata di San Bartolomeo, Liegi © Andrea Lessona

I campanili a losanga della Collegiata di San Bartolomeo spiccano nel cielo di Liegi, eleganti fari gemelli a indicare uno degli esempi più belli di chiesa romanica in tutto il Belgio.

Così, attratto dal loro richiamo ammaliatore, cammino sino a dove la facciata screpolata di Saint Barthélemy mi appare nell’imponenza del tempo presente. È lì nella sua foggia originale sin dal 1015 quando fu consacrata.

Solo nel Settecento venne aggiunto il grande portico neoclassico che non ne ha minato la forma antica come successo ad altri edifici ecclesiastici. E l’ha preservata dalla sovrascrittura gotica.

Dopo avere ammirato l’esterno nella luce crepuscolare di Liegi, entro nella Collegiata di San Bartolomeo. Magnifici stucchi settecenteschi decorano gli interni che si esaltano nel nartece appena restaurato.

Madonna nella Collegiata di San Bartolomeo © Andrea Lessona

Madonna nella Collegiata di San Bartolomeo © Andrea Lessona

È lui a valorizzare la pietra arenaria della chiesa, tipica dello stile romanico di cui Saint Barthélemy vanta, a ragione, di essere uno degli ultimi esemplari sopravvissuti ai decadimenti del tempo e al rifacimento degli uomini.

Oltre a questo, la sua fama è accresciuta dal Fonte battesimale. Realizzato nel XII secolo da Renier de Huy, è uno dei più famosi di tutto il Belgio. In origine si trovava in un’altra chiesa, poi distrutta durante la Rivoluzione francese.

Così quando mi avvicino, attento a non superare il cordone di protezione e a far suonare l’allarme, posso vedere l’enorme vasca in ottone che ha il considerevole peso di cinquecento chilogrammi. Pura meraviglia d’arte mosana.

Guardando più da vicino, vedo che è sorretta da dieci piedi a forma di bue. Ma quello che attrae la mia attenzione è la precisione esaltante delle sue decorazioni che ne fanno un capolavoro di inestimabile valore.

Circoscrivendo il suo perimetro protetto, posso vedere cesellato il battesimo di Gesù nel Giordano, quello del filosofo greco Cratone e del centurione romano Cornelio. Tutti immortalati da questa fotografia incisa.

Prima di lasciare dalla Collegiata di San Bartolomeo cammino la navata principale che porta sino all’altare finemente decorato. Sulla destra un pulpito ligneo interrompe la colonna a metà.

Proprio davanti all’uscita, la statua della Madonna con in braccio Gesù bambino è avvolta di una luce innaturale, quasi densa. La sfioro per toccarla.

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