Cultura

È possibile parlare di arte belga solamente facendola partire dal 1830, anno della rivoluzione e dell’indipendenza dai Paesi Bassi; invece, per quanto riguarda i secoli precedenti, è il caso di inserire gli artisti nativi del Belgio nella cosiddetta arte fiamminga. In Belgio, nella prima metà dell’Ottocento si diffuse il neoclassicismo di marca francese, seguito nel giro di pochi decenni, dal Romanticismo parigino. La Scuola paesaggistica di Tervuren aprì la strada all’impressionismo e al fauvismo brabantino. Ai primi del Novecento si imposero l’espressionismo, il simbolismo e il Modern Style.

Il Belgio vanta numerosi artisti di fama mondiale, tra cui Pieter Paul Rubens, René Magritte, Jan van Eyck, Pieter Bruegel il Vecchio, Hans Memling, James Ensor, Paul Delvaux, Jean-Michel Folon.

René Magritte è probabilmente il più famoso degli artisti belgi. Assieme a Paul Delvaux, è il principale rappresentante dello stile surrealista. Nell’ambito dell’arte contemporanea si ricorda la partecipazione di due artisti belgi Dotremont e Guillaume Corneille alla formazione del gruppo espressionista di artisti d’avanguardia COBRA (dalle iniziali di Copenhagen, Bruxelles, Amsterdam).

Nell’architettura è molto noto il nome di Victor Horta, uno degli ideatori dell’architettura Art Nouveau, uno stile che ebbe una grande influenza sugli stili architettonici del XX secolo.

Il Belgio possiede una grande varietà di musei e mostre. Tra i principali musei troviamo il “Museo Reale di Belle Arti” di Anversa, che ha un’ammirevole collezione di lavori di Peter Paul Rubens; e il “Museo Reale di Belle Arti del Belgio” di Bruxelles, che ha un cinema, una sala concerti, e opere di diversi periodi.

Gli inizi della letteratura belga fiamminga si fanno risalire alla conquista dell’indipendenza, che favorì la diffusione di un romanticismo aggregato sia di un nazionalismo sia di un provincialismo rurale, contenitori tematici dai quali gli scrittori prelevarono elementi sociali e psicologici di indagine e di approfondimento. Verso la fine dell’Ottocento la letteratura belga risentì gli influssi di quella germanica e di quella olandese, riunita attorno alla rivista Van Nu en Straks (“Oggi e domani”) fondata nel 1893, ambiziosa e innovatrice.

Negli stessi anni iniziò a prendere il sopravvento la letteratura in lingua francese, incentrata sulla rivista Jeune Belgique (“Giovane Belgio”) fondata da Max Waller nel 1881. Da questo momento la letteratura in lingua francese accolse tutte le innovazioni introdotte in Francia, a cominciare dal naturalismo, con i suoi temi di indagine sociale e psicologica.

Durante la prima guerra mondiale ed a cavallo delle due guerre la poesia belga si accostò ad esperienze dadaiste ed espressioniste e la letteratura fiamminga si avvicinò sempre più a quella olandese.

Tra i più noti scrittori belgi ci sono i francofoni Nathalie Gassel, Maurice Maeterlinck, Amélie Nothomb e Georges Simenon, oltre a Henri Michaux, artista poliedrico che fu insieme scrittore e pittore. Di origine belga da parte di madre era anche la grande scrittrice francese Marguerite Yourcenar. Inoltre diversi scrittori francesi, come Victor Hugo, trovarono in passato rifugio in Belgio, per ragioni editoriali o politiche. Fra gli scrittori di lingua neerlandese vanno elencati Willem Elsschot, Hugo Claus, Jef Geeraerts, Tom Lanoye.

Molto conosciuto a livello internazionale è anche il grande storico Henri Pirenne.

Un’altra componente importante della tradizione culturale belga è data dai fumettisti, come Hergé (Tintin), Willy Vandersteen (Bob et Bobette, Suske en Wiske nell’originale fiammingo), Morris (Lucky Luke), Peyo (I Puffi), Franquin (Spirou, Marsupilami, Gaston Lagaffe), Marc Sleen (Nerone).

Per quanto riguarda il teatro in lingua francese, se nel Rinascimento si sviluppò il gusto per la tragedia, nel Seicento si imposero le rappresentazioni gestite dai gesuiti basate su temi religiosi, e nell’Ottocento si assistette ai primi tentativi di creare un vero e proprio teatro nazionale sorretto da drammi storici. Solamente con le opere di Maurice Maeterlinck il teatro belga raggiunse una dimensione internazionale.

Il teatro in lingua fiamminga seguì, invece, un’evoluzione leggermente diversa: nel Medioevo proliferarono i drammi romanzeschi e le rappresentazioni sacre di miracoli; durante il Rinascimento si imposero autori classici e nell’Ottocento l’intero movimento teatrale ricevette forti impulsi sia organizzativi sia realizzativi.

Anversa e Bruxelles già nel Quattrocento divennero importanti centri musicali, fiorenti nello sviluppo della musica polifonica e di quella contrappuntistica, insegnate dall’Accademia di Musica. In questo periodo si misero in evidenza vari artisti, tra i quali Joaquim Déspres.

Nei secoli successivi in terra belga si perfezionò la composizione sacra e il mottetto per doppio coro ideato da Henri Dumont nel Seicento. Adolphe Sax è noto per aver inventato il sassofono nel 1841.

Nel Novecento i compositori belgi hanno sviluppato esperienze nella musica dodecafonica, in quella elettronica e nella musica leggera.

Jacques Brel è il più noto cantautore belga. Nel jazz, Django Reinhardt e Toots Thielemans sono nomi che hanno contribuito alla fama del genere in terra belga. Salvatore Adamo di origine italiana è uno dei più popolari cantanti belgi di varietà.

Nel commerciale/alternativo si ricordano alcuni importanti artisti, su tutti gli Hooverphonic autori di alcuni album di fama internazionale e originari della provincia Anversa. Il loro leader, Alex Callier, è inoltre un importante compositore e produttore a livello mondiale. Sono belgi e hanno raggiunto una certa fama internazionale anche i dEUS, gli Ancient Rites, gli Ocean of Sadness, i SoulWax e i K’s Choice.

Fonte: Wikipedia

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